Anche per la qualità della prestazione degli azzurri di Jacques Brunel, impreziosita dalle due mete di Sergio Parisse e Martin Castrogiovanni.
E con la memoria che va alla prima (e unica) vittoria in trasferta proprio al Murrayfield nel 2007, il sogno malcelato degli azzurri è quella di un due su due storico nel Sei Nazioni.
Probabilmente proprio per questo il coach francese non se l'è sentita di cambiare le dinamiche della squadra, confermando in blocco la formazione di Roma, con il solo Gonzalo Canale a sostituire l'infortunato Alberto Sgarbi.
"La squadra è cresciuta molto negli ultimi anni. Abbiamo mostrato un bel rugby e il nostro carattere. Non siamo ancora al livello di dire 'vinciamo il torneo', magari accadr presto, quando ci abitueremo alle vittorie come quella con la Francia.
Ora il nostro obiettivo è Edimburgo. Certo, se continuassimo a vincere... - le parole di Brunel, che continua -. A Roma abbiamo pensato al nostro gioco, non a quello che avrebbe fatto la Francia.
Certo, conoscevamo la loro forza dai test di novembre, ma abbiamo preferito concentrarci sulle nostre qualità.
A questo livello è fondamentale vincere, è questo che mancava. Temevo finisse come con l'Australia a novembre, non volevo perdere due volte così (basta sconfitte onorevoli, insomma. Ndr.)".
Dall'altra parte, invece, il tecnico a tempo Scott Johnson ha tanto cui pensare per fermare il declino che ha visto la Scozia perdere gli ultimi quattro incontri internazionali.
La sconfitta netta con l'Inghilterra ha dato pochi motivi per essere ottimisti, ma due mete a Twickenham sono un punto di partenza che mostra un attacco letale.
Johnson ha fatto due cambi obbligati, con Robert Harley che subentra ad Alasdair Strokosch e Ross Ford al posto di Dougie Hall. Ma per il flanker David Denton non è tutto nero.
"Abbiamo l'opportunità di giocare tre match di fila in casa, con Italia, Irlanda e Galles ed è una chance da sfruttare. So che questa squadra può vincerle tutte e tre. Dovremo giocare il nostro rugby per dimostrare che ci siamo".








